editoriale

 di Ari Lusenti

Conoscere Anton Ponce de Leon e' una porta che si apre, per molti. Ascoltare una sua conferenza, leggere un suo libro o, meglio ancora, visitare la comunità di Samana Wasi, situata a Urubamba, nella Valle Sacra degli Incas a due passi da Cusco e Machu Picchu, possono essere la chiave per fare scattare quella molla che ci avvicina ad una visione più spirituale, ma nello stesso tempo pratica, della vita.

Ci si rende conto di essere di fronte alla saggezza umile di chi vive ciò che dice, che non può passare inosservata a chi fa della spiritualità una pratica quotidiana.

Anton ha ricevuto la conoscenza sui misteri dell'origine cosmica dell'uomo, del significato della vita e del nostro passaggio sulla Terra da maestri tuttora viventi in zone remote e inaccessibili sulla cordigliera delle Ande, dei quali parla nei suoi libri “Nina Soncco, Cuore di Fuoco”, “Amaru, dalla conoscenza alla saggezza” e “Il maestro al Lago Sacro”, tutti editi da Verdechiaro Edizioni.

Veniamo al mondo per essere felici, dice Anton, e l'unica maniera per evolvere e quindi "tornare a casa", è il servizio e la ricerca spirituale. Ogni essere umano viene sulla Terra con una missione, piccola o grande che sia, un obiettivo da realizzare, è importante scoprire quale.

La meditazione, per Anton, e' dinamica, è la pratica quotidiana del servizio; la vita ci offre molte occasioni per essere utili. Tutto ciò ci avvicinerà allo spirito.

In questi tempi di confusione e di indecisione gli insegnamenti dei maestri andini sono più che mai attuali e necessari. Anton Ponce de Leon è un esempio vivente di come si possa realizzare nella pratica, con semplicità e amore, quella luce che vive dentro ciascuno di noi.

Ma cosa dicono questi maestri depositari di una millenaria saggezza?

Siamo venuti al mondo per essere felici. Questo è il postulato della cosmovisione andina. Facile a dirsi, più difficile da comprendere e, soprattutto, da realizzare, per noi gente del duemila che abbiamo equivocato sia il senso della felicità che quello del servizio.

La felicità proviene dal cuore e non ha controindicazioni. Anche il servizio viene dal cuore e, come la felicità, non ha controindicazioni perché è totalmente disinteressato.

Per i saggi andini non si scappa e non ci sono scorciatoie: il metro di misura per sapere se stiamo o no evolvendo come esseri umani è vedere cosa stiamo facendo per i nostri simili e per l’ambiente che ci circonda (disinteressatamente) e se siamo felici.

Essere felici non significa disconoscere l’esistenza di difficoltà nella nostra vita, ma gli ostacoli sono opportunità che la vita ci da per crescere e sono sempre misurati alla nostra capacità di superarli.

Non esiste, secondo la millenaria tradizione pre-inca di cui Anton è ambasciatore, un Dio buono che premia alcuni e castiga altri, Dio semplicemente è, siamo noi che lo abbiamo fatto a nostra immagine e somiglianza, dandogli quindi attributi prettamente umani. Ciò che accade nella nostra vita è sempre originato da una causa partita da noi; quindi il primo passo è cercare di comprendere le cause della sofferenza per evitare di alimentarle prima e sradicarle poi.

“Chi conosce è sulla via di comprendere, chi comprende non soffre, ama e chi ama è saggio” dice il maestro Amaru ad Anton. La felicità quindi porta con sé l’amore e l’amore conduce alla felicità.

Ma che cosa è l’amore nella tradizione andina? E’ Noccan Kani, cioè io sono te e tu sei me, è una concezione universale dell’uomo e della creazione intera. E l’amore, così come il servizio, l’amicizia, la compassione e qualsiasi altra espressione dell’amore, inizia necessariamente da sé stessi. Se non mi amo, se non sono amico di me stesso, se non provo tenerezza nei miei confronti, cosa posso offrire al mio partner, ai miei figli o ai miei amici?

E’ quindi importante recuperare l’amore per se stessi, senza dimenticarci del nostro corpo, che sta pure lui evolvendo. Questo significa dargli attenzione con una alimentazione sana e nutriente, con esercizio fisico e magari anche coccolandolo con carezze e massaggi.

L’uomo, infatti, per la tradizione andina, è in evoluzione nella sua totalità di essere spirituale, ma anche fisico e psichico. L’evoluzione spirituale la si persegue con la felicità e il servizio, quella fisica trattando il nostro corpo come un tempio e quella psichica alimentandoci di pensieri inoffensivi.

E’ importante recuperare il contatto permanente con la natura, se ci avviciniamo ad essa con amore la natura risponde con amore, con una energia così forte che il tempo scompare e il nostro corpo si mantiene sano. L’uomo che è in contatto con la natura non sente l’età, la natura ci restituisce la gioia di vivere, per lui la vita non è una parabola ma una progressione senza inizio né fine.

Nella tradizione andina la spiritualità è considerata una scienza e, in quanto tale, la si sperimenta, non è un atteggiamento passivo, è azione. Sperimentando si ottengono risposte che non possono essere espresse a parole.

I pensieri sono cose, dicono i saggi quechua, ciò che pensi crei. E’ quindi importante coltivare pensieri di unità, di prosperità, di salute, per creare nella nostra vita le migliori condizioni possibili.

E’ tempo di essere, non più di sembrare ciò che non siamo, è tempo che ciò che siamo in realtà, un essere spirituale che sta vivendo una esperienza nel mondo della materia, si manifesti nella nostra vita quotidiana ricordando che, come dice la cosmovisione andina,

siamo raggi dell’unico sole, per questo siamo fratelli.

 

Foto

 

da sx: Carlotta Prinzo, Presidente Centro Studi Fenice; Giuseppe Spinetti; Mauro Ponce de Leon; Ari Lusenti; Anton Ponce de Leon

I fondatori di Samana Wasi sono Anton Ponce de Leon e sua moglie Regia Astete.

Anton è stato direttore generale della televisione Panamericana e reggente della municipalità di Cusco per 16 anni, nel 1984 rinunciò a tutti gli incarichi per dedicarsi a questa opera filantropica e, insieme alla moglie, fecero di questo luogo una vera famiglia per bambini e anziani abbandonati, per il loro completo recupero fisico, psichico e spirituale.

Samana Wasi, in quechua significa "la Casa del Riposo", fondata 32 anni fa da Anton e da sua moglie Regia, ha accolto e ospitato più di 30 bambini e una anziana che hanno ricevuto, oltre a riparo e sostentamento, quegli insegnamenti spirituali che permettono di risvegliare i loro talenti naturali e di reintegrarsi poi, dopo gli studi, nella società. Anton e Regia hanno anche 5 figli naturali.

I nuovi progetti di Samana Wasi sono:

Progetto Dopo-Scuola

Fuori dalla Comunità si affaccia una realtà molto triste: la maggior parte dei bambini che frequenta le scuole pubbliche, figli dei contadini, non ha nessuno a casa che li aiuta a fare i compiti così restano indietro e perdono preziosi anni di studio.

Con il Progetto Dopo-Scuola questi bambini potranno recarsi a Samana Wasi dove troveranno insegnanti che li aiuteranno a fare i compiti e a recuperare nelle materie in cui hanno bisogno, trascorrendo alcune ore in serenità e, all’occorrenza, mangiando a pasti regolari.

Progetto Scuola di Vita e Valori

Altra iniziativa è realizzare una Scuola di Vita e Valori, che potranno frequentare studenti ed adulti che, nelle loro ore libere, desiderano apprendere gli insegnamenti della tradizione andina che sono alla base dell’esperienza di Samana Wasi: la solidarietà, il servizio disinteressato e la ricerca spirituale. L’obiettivo è quello di creare maggior consapevolezza e contribuire a responsabilizzare la popolazione nei confronti delle piaghe sociali quali l’alcolismo e gli abusi nei confronti dei minori e delle donne. Questa scuola di Vita renderà possibile il recupero dei valori umani ed una vita più armonica e felice.

Chi ha avuto la gioia di andare a Samana Wasi, si è ben potuto rendere conto degli effetti positivi di una educazione senza condizionamenti e in un clima pieno di amore, nonostante le difficoltà economiche.

Samana Wasi non ha supporto dallo Stato peruviano e sopravvive con i proventi della vendita dei libri, delle conferenze e dei seminari che Anton tiene periodicamente  in vari Paesi, inclusa l’Italia, e sulle donazioni che chiunque lo desideri può fare e che sono accolte con immensa gratitudine.

 

E’ possibile contattare Samana Wasi o Anton Ponce de Leon direttamente oppure attraverso l’Associazione Samana Wasi Italia.

 

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Sito web: www.samanawasi.com - www.hermandadsolar.org

Samana Wasi Italia Onlus

Via Castellana 11-1

42020 Albinea (RE)

Tel.: 0522-598264

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.samanawasi.it